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Napoli Triennale d'Arte 2009/2011 Castel dell'Ovo
dal April 01 2009 al October 31 2010
Un triennio denso di avvenimenti dedicato soprattutto alle mostre d’arte: da Aprile a Giugno 2009 “Luce e Colore” Il movimento impressionista dalla fondazione della “Società anonima pittori scultori ed incisori” fino al suo scioglimento, cinquanta capolavori provenienti soprattutto da collezioni private. Novembre 2009 - Gennaio 2010 “La Fabbrica” Mostra dedicata ad Andy Warhol con 70 opere; Gennaio 2010 - Roy Lichtenstein; Ottobre 2010 - Norman Rockwell; Due mostre sensazionali una su Van Gogh e successivamente Picasso nel 2011. La prestigiosa sede del Castel dell’Ovo ospiterà le attività della Triennale d’arte, che alle mostre associa iniziative di vario genere tra cui Concerti musicali diretti da alcuni fra i piu importanti direttori d’orchestra mondiali, una serie di incontri e seminari sulla letteratura, la poesia, l’arte cinematografica. Le Mostre del 2009 Napoli Castel dell’Ovo — Aprile 2009 “Luce e colore” il movimento impressionista dal 1874 al 1886 Una mostra con opere provenienti principalmente da collezioni private, che raramente sono state esposte al pubblico, il cui scopo e portare a conoscenza della grande massa, che il movimento impressionista non e solo legato ai maestri quali Monet, Manet o Renoir, ma bensi ad un gruppo di giovani di talento cui facevano parte Pissarro, Cassat, Lieberman, Bazille, Signac e tanti altri fino ad oggi considerati erroneamente come figure meno rilevanti nella storia del movimento Cinquanta capolavori raccontano l’impressionismo dalle mostre che ne seguirono la fondazione della “societa anonima, artisti, pittori, scultori, incisori” fino allo scioglimento della stessa nel 1886 Un percorso storico che non tralascia le opere che testimoniano l’amicizia che legava questo gruppo di artisti anche dopo lo scioglimento della società, nata per opporsi allo strapotere dell’Accademia francese delle belle arti e al suo rifiuto di escludere dall’esposizione annuale le opere degli impressionisti. La mostra adotta come propria linea guida l’unico canone oggettivo della pittura impressionista: la capacità di cogliere l’attimo e di tradurlo su tela come un fotogramma emozionale fatto di “luce e colore”. Il filo conduttore del percorso espositivo è l’emozione le emozioni che suscitano le opere di un gruppo di giovani artisti di cui mai nessuno in passato avrebbe pensato potessero divenire i pittori del futuro. Gli Autori Esposti JEAN FREDERIO BAZILLE/GUSTAVE CAILLEBOTTE MARY CASSAT / ALFRED SISLEY CAMILLE PISSARRO / PIERRE AUGUSTE RENOIR EDOUARD MANET / CLAUDE MONET OLGA BOZNANSKA/ EDGAR DEGAS BERTHE MORISOT / ARMAND GUI LLAUMIN GEORGE SEURAT / PAUL SIGNAC MAX SLEVOGT / MAX LIEBERMAN GIUSEPPE DE NITTIS / FEDERICO ZANDOMENENGHI WALTER R. SICKERT/ JEAN F. RAFFAELLI HENRI DE TOULOUSE LAUTREC / HENRY SOMM CHARLES TILLOT / L. HAYET HENRY LEBASQUE / CHARLES CAMOIN / J B JONGKIND PIET/ MONDRIAN EMILE CLAUS / L CORINTH EUGENE VIDAL / STANISLAS LEPINE LEO GAUSSON/ LOUIS ANQUETIN La Fabbrica — Novembre 2009 Una mostra sul pittore e cineasta statunitense di origine cecoslovacca, con opere realizzate dal 1962 in poi, definito il periodo della Factory, riferendosi agli anni in cui Warhol prese in affitto una mansarda a New York che divenne la I sede della sua Fabbrica Un laboratorio sperimentale d’avanguardia che punta il proprio occhio sulla I mercificazione. Come qualunque oggetto della nascente societa consumistica anche l’opera d’arte era prodotta in fabbrica, in serie, non intendendola piu come unica L’artista in questo modo spersonalizza l’arte lavorando con soggetti e oggetti noti a tutti, limitandosi a ripeterli e manipolarli, come ad esempio la manipolazione delle forme e dei colori. Opere ispirate agli oggetti di consumo di massa soprattutto proposti nella cartellonistica pubblicitaria, dalle star del cinema e della musica. 70 opere originali del padre della Pop Ari Elenco dei soggetti delle opere esposte: Dick Tracy - Statua della Libertà - Alla ricerca della scarpa perduta - Cagney - Rotolo di Banconote — Autoritratto -Lattine Campbell - Oroscopi per l’ora del cocktail - Funerale di Gangster - Coca Cola - Le Marilyn - Vota Mc Govern — Liz -Agnelli - Signore e Signori - Jackie - Monna Lisa - Torso che cammina - Chanel n° 5 - La Regina Elisabetta - La Regina Vittoria — Ali — Elvis - li Dollaro — Coltelli — Pistole - Del Monte - Biglietti da un dollaro -Bottiglie di Coca Cola Verdi Marilyn d’Oro - Incidente Automobilistico - Disordine razziale — Suicidio - Bomba Atomica - Scatole Brillo — Fiori — Jacky — Teschio -Pistola — Mao — Vesuvio — Mick Jagger — Miguel Bose — Areetha Franklyn — John Travolta — Basebail — Grace Kelly — Lenin — Mao — Che Guevara I Le mostre del 2010— Norman Rockwell Marzo — Giugno 2010 Norman Rockwell è l’artista più amato d’America, le sue opere sono state riprodotte su biglietti di auguri, calendari, figurine e di recente per pubblicizzare il disastro del world trade center del NY Times. Oltre 300 sono le copertine realizzate dall’artista per il Saturday Evening Post. E tutto questo a dispetto dei critici d’arte che fino a poco tempo fa hanno apertamente ignorato o denigrato i suoi ritratti dell’America e degli americani. L’illustrazione è generalmente considerata un ramo minore dell’arte figurativa ed esclusa da una seria riflessione critica a causa della sue stessa popolarità e dai risvolti commerciali. Sembra uno scherzo del destino che l’artista più amato d’America sia un illustratore con in attivo oltre sessanta anni di attività. Di fatto è proprio il contesto in cui Rockwell ha lavorato a fare di lui il più americano di tutti gli artisti in un epoca che celebrava l’America imprenditoriale. Circa settanta opere saranno esposte nella mostra dedicata all’artista che con le Sue opere ha rivoluzionato il modo di concepire l’arte. Lichtenstein — ottobre 2010 Roy Fox Lichtenstejn è stato un artista statunitense, tra i più celebri esponenti della Pop Art La figura di Roy Lichtenstein è legata principalmente alle sue immagini tratte dal mondo dei fumetti: vignette originali ingrandite a dismisura e riproposte sotto formato di fumetto gigante. Al contrario di quanto possa sembrare, le opere di Lichtenstein sono vere e proprie tele dipinte, mentre l’effetto della puntinazione estremamente regolare, tipica della retina tipografica del fumetto, è stato ottenuto per mezzo di una griglia forata. Lichtenstein rappresenta quel filone della Pop Art che non mirava a puntare il dito sull’alienazione dei cittadini, sempre più sopraffatti dal benessere economico degli anni ‘501’60 e dalla derivante acquisizione di beni di lusso. Mentre Andy Warhol si concentrava sulla ripetizione ossessiva della stessa immagine e Jasper Johns rifletteva sulla banalità del quotidiano, Lichtenstein si fermava a contemplare quanto una frase, una stanza, una situazione potessero essere semplificate nei colori acrilici del fumetto. La fortuna di Lichtenstein si deve infatti alla grande e simpatica innovazione che consiste nel trasmettere un messaggio importante ed attuale tramite una rappresentazione simbolica e spesso ridicolizzata della vita di tutti i giorni. Circa 70 opere esposte provenienti da collezioni private e da alcuni musei e gallerie d’arte che hanno concesso in prestito i capolavori dell’artista esclusivamente per la nostra mostra in Castel dell’Ovo. |






